Wiki e Angiols

Mi chiamo Matteo Angioli, sono nato a Pescia il 18 ottobre 1979, e abito a Bruxelles dove ho lavorato per 7 anni al gruppo radicale come assistente di Marco Pannella al parlamento europeo. Dall’estate 2009, nonostante non ci siano più eurodeputati radicali, continuo a lavorare con Marco e con Emma Bonino spostandomi spesso a Roma. Sono un militante del Partito Radicale fin dai 13-14 anni.

Dopo aver frequentato il liceo linguistico in via Ghibellina a Firenze, 10 mesi di servizio militare a Motta di Livenza (TV), e dopo un impiego da magazziniere a Prato e barista in alcuni bar e Irish Pub di Pistoia, il 2 settembre 2001 partii per Wellington, capitale della Nuova Zelanda, per migliorare l’inglese.

Il 22 febbraio 2002 ritornai in Europa, destinazione Bruxelles, da dove è iniziata la mia esperienza con gli allora sette deputati radicali al Parlamento europeo. In seguito ho frequentato l’Open University e nel settembre 2011 ho completato un Master in scienze politiche all’Université Libre de Bruxelles, con una tesi sull’atipicità del Partito Radicale. Mi sono presentato alle elezioni regionali del marzo 2010 come candidato capolista della Lista Emma Bonino per la provincia di Pistoia.

Sono cresciuto con l’idea che mi sarebbe piaciuto dare una mano a Marco Pannella ed Emma Bonino. Per ora ci sono riuscito essendo un loro collaboratore sia a Bruxelles che a Roma.

Wiki is a Hawaiian word for “fast”

Wiki Bus a Honolulu

Wikiangiols 🙂

Rita Bernardini, deputata radicale, e io alla stazione di Bologna

Con Marco e Elio e le Storie Tese

Comizio di chiusura a PT alle regionali del 2010

One Response to Wiki e Angiols

  1. Franco Masini says:

    “…caro Wiki, sono un…anagraficamente parlando, vecchio pensionato delle MM, Marina Mercantile, dove ho iniziato a lavorare dall’età di 18 anni (primo imbarco da Mozzo – Allievo nautico nel 1955), poi ho seguitato a studiare fino a Capitano ed ho vissuto sul mare per altri 15 anni dopo di che, facendomi forza e coraggio, sono sbarcato per andare a vivere a Milano a lavorare in Agenzia Marittima (Maritime Agency) . Cos’é quella cosa che volevo realizzare che a bordo di una nave é impossibile fare? Una famiglia, una casa, una moglie , dei figli e così via, insomma una vita normale. Senza il patema d’animo di quando, in pieno Oceano Atlantico, di notte, con Stormy weather (burrasca force nine-ten) e la nave rolla da far paura e tu non riesci nemmeno a stare in piedi e ti aggrappi come puoi, e ti pieghi nello sforzo di assecondare i movimenti inconsulti del pavimento e pensi. Pensi al tepore della casa lontana, ai tuoi cari, agli amici, alle ragazze della tua età che non ti vogliono sposare e piangi, in silenziosa disperazione, al buio, affinché nessuno ti veda, piangi. Sbarcai e tutto contento mi sistemai a Milano in un appartamentino in via Bazzini. Era il 1970 e sai cosa non mi piacque di tutto quel bene che Dio ci ha messo a disposizione? Il fatto che di famiglia non se ne poteva più parlare, né di amore, né di Patria, né di tutto ciò in cui avevo creduto. Cos’era successo? Era succeesso quyallo che a noi “imbarcati” non era stato detto e cioé che il movimento del 68 si era portato via con se tutti i miei valori, le speranze di fare famiglia, di vivere in un mondo di pace e di speranza. Che delusione! La famiglia era derisa e così pure il matrimonio, i figli se venivano bene, altrimenti nessuno se li andava a cercare. I genitori poi, per chi aveva ancora la fortuna di averli, non contavano più niente. Il lavoro era deriso e così pure il padrone. Concetti come quelli di Patria, onore, lealtà, abnegazione, sacrificio etc. tradizionali sostegni del mio faticoso avanzare, si erano trasformati in parole vane. In Slogan, frasi fatte e allocuzioni. Torno a dire: che delusione” E pensare che moltissimi di coloro che ora parlano di pace e di amore erano, al tempo di questo raccontino, i veri imprenditori del massacro, massacro a parole, s’intende (ma poi arrivarono anche le Brigate!) ma che facevano male. Cattivi maestri si direbbe oggi, col senno del poi, ma allora? Allora era persino vietato parlare di familgia, patria, onore, onestà, etc perché ti tappavano la bocca con l’epiteto “sei un fascista!”, dicevano e mi impedivano di continuare. A voi dunque, giovani leve di un futuro ipotetico potere. Ricordate che agli uomini in generale, ma ai giovani (a quel tempo lo ero anch’io) in particolare, dovete dare una ragione di vita che non é solo il successo e il denaro ma valori ben più profondi che partendo dal rispetto incontrovertibile per la vita, si allarghino fino al raggiungimento di un ragionevole benessere. Niente cinismo del politico di mestiere, niente avidità di razziare denaro a scapito dei deboli, né slealtà, tradimento, menefreghismo e disprezzo per gli altri siano essi pure degli embrioni, ma solo rispetto, amore e istinto a servire. Ho imparato tante cose dalla dura vita di mare, ma soprattutto a rispettare i più deboli, quelli che non ce la fanno e a noi, che sena nulla fare abbiamo avuto dal buon Dio il dono di una forza maggiore, li dobbiamo aiutare. Ciao Franco (PS. Quali debbono essere le qualità di un buon politico Cristiano? Essere altruista e guardarsi indietro, in basso e non in alto come moltissimi fanno)

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s