Pistoia

Bruxelles, 12.3.2012

Mentre i Nuotatori Pistoiesi Niccolò Bonacchi e Alice Nesti continuano a vincere – l’ultima impresa l’hanno compiuta agli assoluti di Riccione – e il calcio pistoiese resta impantanato nel suo stato comatoso, a Pistoia pare che finalmente arrivino nuovi investimenti e “benessere”, proprio grazie ai lavori di costruzioni di un centro benessere nei pressi di Pontelungo. Finalmente! 🙂

Si tratta della catena Hidron. L’apertura era annunciata per il gennaio 2012..

Avranno sbagliato data.. :-/

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Questo articolo tratto dal Wall Street Journal non riguarda Pistoia ma un’altra (spero l’unica a prendere simili provvedimenti) cittadina toscana, Forte dei Marmi.

http://online.wsj.com/article/SB10001424052970204479504576636693314048636.html

Protezionismo alle pappardelle
WSJ – 19.10.2011

Quasi 500 anni fa, Hernan Cortès scoprì il pomodoro in un mercato azteca. Decise allora di mandare i semi in Europa, dove avrebbero contribuito a fare della cucina italiana quello che è oggi. Il pomodoro è solo un piccolo capitolo nella lunga storia dell’innovazione e globalizzazione alimentare, che ha generalmente funzionato bene per l’Italia, dalle influenze cinesi sulla pasta contemporanea all’introduzione in tempi medievali del bufalo asiatico in Italia.

Ora la località turistica di Forte dei Marmi, nel nord della Toscana, vorrebbe bloccare questo processo vietando l’apertura di nuovi esercizi alimentari stranieri. Il provvedimento, approvato dal consiglio comunale della città la scorsa settimana, non riguarda però i già esistenti take-away cinesi, i sushi bar e i chioschi di hamburger.

D’ora in poi gli imprenditori che vogliono aprire nuove attività dovrenno portare i loro investimenti altrove, a meno che i loro menù non siano composti di piatti tipici italiani e preparati come tradizione comanda. Il sindaco Umberto Buratti va ripetendo alla stampa italiana che non si tratta di una misura xenofoba, ma che vuole ”proteggere e migliorare le attività della regione”. La sua non è la prima città ad offrire tale “protezione”. Nel 2009, la vicina città medievale di Lucca ha introdotto simili restrizioni.

Lungi da noi negare le glorie della cucina italiana. Eppure, una cucina famosa come la Toscana non dovrebbe ricorrere all’uso di leggi restrittive per competere nel mercato culinario. Se gli amministratori della cittadina toscana vogliono fare di più per promuovere il fegato alla salvia o le pappardelle alla lepre, potrebbero rimuovere qualche restrizione sul lavoro e dare ai produttori e ristoratori locali qualche motivo in più per competere con i nuovi arrivi stranieri. Gli Italiani oggi devono far fronte a molti problemi, tra cui la concorrenza a basso costo in mercati che erano abituati a dominare. Siamo certi che in questo settore gli Italiani siano in grado di competere dando il meglio di loro, in ogni fascia di prezzo.

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«Sul carcere non abbassiamo la guardia»
Prima iniziativa di Verdi e Radicali in vista di un’alleanza elettorale
Il Tirreno – 6.10.2011

PISTOIA. Aprire un dibattito sulla situazione difficile del carcere di Santa Caterina in Brana per sapere quali iniziative intende assumere il sindaco Berti, nei limiti dei suoi poteri, per garantire civili condizioni di vita ai detenuti e agli operatori del carcere di Pistoia sollecitando in prima persona il governo centrale.

E’ questo l’oggetto di un’interpellanza al sindaco firmata da Lorenzo Lombardi e Andrea Fusari (Verdi-Arcobaleno su Pistoia) ma portata avanti insieme ai Radicali con cui nello scorso 18 luglio hanno visitato la struttura penitenziaria cittadina. Quella sul carcere non è l’unica battaglia condotta dalle due forze politiche che hanno annunciato una collaborazione in ambito locale che porti alla nascita di una lista unica in vista delle elezioni amministrative del 2012. Per Matteo Angioli, esponente dei radicali pistoiesi nonché membro del consiglio generale del partito di Emma Bonino e Marco Pannella, il carcere di Pistoia «purtroppo è lo specchio della situazione delle carceri italiane che hanno totalmente perso la funzione rieducativa». A fronte di un sovraffollamento della popolazione carceraria (117 per i 74 posti di capienza regolamentare), nel carcere pistoiese c’è una forte carenza di agenti penitenziari (attualmente 45, di cui uno prossimo alla pensione- invece dei 79 previsti). L’accesso a mansioni lavorative dei detenuti è ridotto perché manca il personale competente nell’accompagnamento. L’interrogazione vuol essere «di stimolo e pungolo», come dice Lombardi, in quanto il sindaco Berti fu tra i primi firmatari della proposta di legge che l’onorevole Rita Bernardini ha presentato alla Camera per consentire a sindaci di poter entrare in ogni momento nelle strutture come possono fare consiglieri regionali e onorevoli. «Chiediamo al primo cittadino – dice Andrea Fusari- un esercizio e una presenza più assidua nelle relazioni con il carcere per lenire certe situazioni. I sindaci potrebbero fare tanto in quanto massime autorità sanitarie di una città». La collaborazione tra Verdi e radicali pistoiesi non si fermerà a questa campagna ma arriverà fino all’alleanza in vista delle prossime elezioni amministrative. Una lista che rimarrà sarà all’opposizione del centro-sinistra? «Dipende dai programmi e da chi li incarnerà – dice Fusari – sicuramente l’esperienza di Arcobaleno su Pistoia. Nel centro-sinistra sono in molti a voler cambiare pagina e noi siamo aperti al dialogo, rimanendo fermi sulle tematiche che ci stanno a cuore, vedi l’urbanistica».

http://iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2011/10/06/news/sul-carcere-non-abbassiamo-la-guardia-5095756

Il testo dell’interpellanza presentata al Consiglio comunale di PT dai consiglieri Verdi il 6 ottore 2011:

Premesso che
Il 18 luglio scorso,  l’On. Rita Bernardini, Matteo Angioli e Manila Michelotti esponenti dei Radicali insieme al presidente dei Verdi toscani Lorenzo Lombardi (cofirmatario della presente) hanno visitato il carcere di Pistoia in base al potere di sindacato ispettivo proprio dei deputati della Repubblica;

Al momento della visita nel carcere costruito nel 1905 erano presenti 117 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 74 posti; i detenuti in attesa di giudizio sono 70 (46 giudicabili, 18 appellanti e 6 ricorrenti) mentre coloro che hanno una condanna definitiva sono in tutto 47; quanto alle nazionalità, sono presenti 17 albanesi, 2 algerini, 12 rumeni, 1 polacco, 1 pachistano, 1 cileno, 1 colombiano, 1 macedone, 1 croato, 1 della ex Jugoslavia, 1 egiziano, 2 serbi, 3 tunisini, 1 uruguaiano, 1 bulgaro, 2 della Repubblica Domenicana, 1 spagnolo, 1 georgiano, 11 marocchini, 1 nigeriano e 55 italiani; i tossicodipendenti presenti nel carcere erano 31;

Forte è la carenza che si registra nel corpo degli Agenti di Polizia penitenziaria: infatti, rispetto ad una pianta organica che prevede 79 unità, gli agenti effettivamente in servizio sono 45 di cui uno prossimo alla pensione;

Rilevato inoltre che
nel carcere di Pistoia c’è una guardia medica h 24; gli educatori sono 2; vi è un solo psichiatra che si occupa anche dei colloqui dei nuovi giunti e – da ciò che viene riferito alla delegazione – è in grado di intervenire entro le 12 ore successive all’ingresso di un nuovo detenuto; fortemente scoperto è il settore dell’assistenza psicologica: c’è un solo psicologo ex articolo 80; il direttore, occupandosi anche di altri istituti, presta servizio due volte a settimana;

Quanto agli eventi critici, c’è da segnalare un suicidio lo scorso anno e, quest’anno, 37 casi di autolesionismo in cui la direzione comprende anche gli scioperi della fame;

Il lavoro per i pochi detenuti che vi accedono, si limita alle mansioni domestiche e alla manutenzione ordinaria: in tutto 26 lavoratori; da segnalare che in questi dati sono compresi 7 ex collaboratori di giustizia che nel carcere di Pistoia sono in tutto 10 in una sezione a loro dedicata con celle aperte dalle 9 alle 18;

Ci sono solo corsi di alfabetizzazione anche perché, per le scuole medie, dovendo le classi, secondo le disposizioni del Ministero, essere formate da un minimo di 15 alunni è difficile raggiungere questo numero per il forte turn over che si verifica ogni anno nella Casa circondariale di Pistoia dove l’anno scorso, fra detenuti entrati ed usciti, si sono registrate ben mille movimentazioni;

Le celle nella zona isolamento e transito sono indecenti: pareti scrostate e sporche, poca luce, gabinetto alla turca; la delegazione ha trovato anche tre detenuti in celle di circa 6 mq destinate originariamente ad una persona; in tale degrado igienico, civile e umano i detenuti vi passano 21 ore al giorno; in una cella dove erano presenti tre detenuti, da quattro mesi si trovava un giovane sieropositivo respinto dagli altri detenuti delle sezioni comuni; in isolamento c’era un detenuto iracheno – T.B.S (Tarek Ben Salah) per cui quando stava nel carcere di Lucca era stato programmato un intervento chirurgico alla cistifellea che è saltato a causa del trasferimento a Pistoia; ora, protesta il detenuto, dovrà ricominciare tutta la trafila, comprese le analisi cliniche che aveva fatto in vista dell’intervento;

Nel reparto “comuni” (media sicurezza), al piano terra, quasi tutte le celle di sei metri quadrati ospitano 3 detenuti sistemati in letti a castello a tre piani, il che rende praticamente impossibile perfino il semplice stare in piedi tutti nello stesso momento; le celle sono fatiscenti e, nonostante la buona volontà dei detenuti, in condizioni igienico-sanitarie precarie; i detenuti usufruiscono di 4 ore d’aria al giorno e di conseguenza, passano 20 ore chiusi nelle condizioni degradanti sopra descritte;

Ricordando
le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica al Convegno “Giustizia! Nel nome del popolo italiano” tenutosi al Senato il 28 luglio, secondo  cui la questione delle condizioni di detenzione è “una prepotente urgenza” e che “Evidente in generale è l’abisso che separa, come si è detto, la realtà carceraria di oggi dal dettato costituzionale sulla funzione rieducatrice della pena e sui diritti e la dignità della persona”;

Considerato che
il sindaco Berti è sostenitore della proposta di legge presentata il 21 settembre 2010 alla Camera, a prima firma On. Bernardini, per consentire ai sindaci, ai presidenti delle provincie e agli assessori delegati, l’ingresso agli istituti penitenziari senza necessità di autorizzazione;

SI INTERPELLA IL SINDACO PER SAPERE

Quali iniziative si intendano assumere, nei limiti del potere del Sindaco e dell’amministrazione, per garantire civili condizioni di vita ai detenuti ed agli operatori del carcere di Pistoia;

Se si intenda sollecitare il Governo nazionale affinché entro il più breve tempo possibile l’istituto possa rientrare nella dimensione regolamentare dei posti previsti, soprattutto per quanto riguarda le sezioni media sicurezza (piano terra) ed isolamento e transito, oltre che per aumentare l’organico degli agenti penitenziari e degli psicologi presso il predetto istituto, in modo da rendere lo stesso adeguato al numero delle persone ivi ristrette;

Lorenzo Lombardi     Andrea Fusari

Consiglieri Comunali Verdi Arcobaleno su Pistoia

http://www.lorenzolombardi.com/blog/2011/10/07/questioni-carceri-presentata-interpellanza-in-comune/

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