Carceri & giustizia


18 gennaio 2012

Risposta dell’assessore Lattari sulle condizioni di invivibilità del carcere di Pistoia

Pubblico la risposta che ho ricevuto questa mattina dall’assessore comunale alla salutePaolo Lattari, destinatario assieme al sindaco, agli assessori e ai consiglieri, di una mia email in cui chiedevo notizie di un’interpellanza sul carcere di Pistoia presentata il 5 ottobre 2011 e ancora in attesa di essere discussa.

Interpellanza del 5 ottobre 2011

Sono davvero grato all’assessore per avermi risposto piuttosto rapidamente e per essersi attivato avviando un colloquio con altri attori coinvolti in questo. Purtroppo non sta a lui decidere quando l’interpellanza verrà discussa, ma lo ringrazio comunque per essersi impegnato a comunicare la data in cui i capo-partitocrati membri di quella congregazione conosciuta col simpatico nome di “Conferenza dei Capigruppo” decideranno – bontà loro – di mettere all’ordine del giorno questa “urgenza” che riguarda non solo i detenuti del carcere cittadino, ma anche gli agenti, gli educatori, gli psicologi, il direttore ecc.

PS. A questa pagina è possibile consultare tutte le interpellanze presentate

Pistoia, 18 gennaio 2012

Gentile signor Angioli,
condivido le preoccupazioni da lei espresse sulla situazione di disagio che vivono i detenuti ristretti nelle carceri italiane, Pistoia inclusa; come afferma giustamente le cause sono molteplici e di difficile soluzione.Mi preme precisare che il calendario delle interpellanze all’ordine del giorno del Consiglio comunale è stabilito dalla Conferenza dei Capigruppo con cadenza settimanale. Tuttavia, considerata l’importanza dei problemi e l’urgenza di parlarne, in data odierna si è svolto un incontro presso il mio assessorato, con i rappresentanti del Coordinamento “Cittadini anche in carcere”, il dott. Rossi direttore della Società della Salute e la Provincia.  Abbiamo ritenuto opportuno formare un tavolo in cui confrontarsi sulle problematiche legate alla situazione di invivibilità nel carcere di Pistoia.  Sarà comunque mia premura farle sapere la data in cui verrà discussa l’interpellanza in oggetto.

Cordiali saluti, ricambio gli auguri sperando in un anno migliore!!!

Paolo Lattari

Pistoia, 9 gennaio 2012

Caro sindaco, cari assessori,

nel pomeriggio di sabato 7 gennaio si è suicidato l’ennesimo detenuto. Siamo al il terzo nel 2012. E’ avvenuto nel carcere di Sollicciano.

Il 5 ottobre 2011 è stata presentata dal gruppo dei Verdi Arcobaleno su PT un’interpellanza con il seguente oggetto:

“Situazione di invivibilità nel carcere di Pistoia”

Come indicato dal sito del comune, l’interpellanza giace “in attesa di discussione”. Oggi è il 9 gennaio 2012.

Ho visitato il carcere di Pistoia assieme al consigliere Lombardi e deputata radicale Rita Bernardini. Assieme alla Bernardini e Marco Pannella ho potuto visitare anche altri istituti di pena italiani, tra cui Palermo, Napoli, Roma, L’Aquila, Pisa, Parma e posso confermare che purtroppo Pistoia non è un’eccezione nel panorama detentivo italiano. Non ho motivo di credere che dall’estate scorsa la situazione di sovraffollamento, carenza di risorse e di personale del carcere pistoiese siano mutate.

Quanto possono attendere i detenuti, gli agenti di custodia, gli educatori, gli psicologi e il direttore prima che il Consiglio tratti le loro condizioni di invivibilità?

Grazie. Buon 2012.

Matteo Angioli

————–

24 novembre 2011

Il degrado delle carceri oltrepassa i confini italiani. Ecco come viene descritta la condizione carceraria nel Regno Unito dove il limite massimo di capienza nelle strutture di detenzione non è stato ancora raggiunto.

Le carceri sovraffollate sono una disgrazia nazionale
The Independent, 24 novembre 2011

Le carceri britanniche hanno raggiunto ­livelli di sovraffollamento insostenibili, i detenuti si trovano in condizioni squallide e poco o niente viene fatto per il loro reinserimento nella società. Il fatto che questa situazione esista ancora dopo le lunghe e giuste critiche, in circolazione da anni, è una vergogna sul piano nazionale.

Il problema sta peggiorando ed è un fatto deprecabile. Anche come conseguenza dell’incremento di incarcerazioni dovute ai fatti legati agli scontri avvenuti in agosto, la popolazione carceraria sta per raggiungere la soglia record di 89.000 detenuti, ponendo il sistema al limite della propria capacità. Secondo le ultime statistiche, che saranno pubblicate domani, questi numeri potrebbero rivelarsi anche più alti.

E’ troppo facile addossare la responsabilità delle cattive condizioni di detenzione al settore pubblico e ai continui appelli a stringere la cinghia; il problema è molto più profondo. Ci sono strutture che riescono a raggiungere e mantenere standard ragionevoli di detenzione anche con forti limitazioni di bilancio. Tuttavia, come dichiarato dall’Ispettore Capo delle Carceri, Nick Hardwick, molte strutture carcerarie non rispettano nemmeno gli standard di base e le conseguenze per i detenuti e la società intera sono spaventose.

Una parte del problema è infrastrutturale. La realtà quotidiana di una cella sovraffollata sprovvista di bagno privato, per esempio, è chiaramente incoerente con il percorso riabilitativo che dovrebbe invece dare ai detenuti che esauriscono la pena, la consapevolezza di avere un posto nella società in cui poter essere protagonisti.

Come se non bastasse, ci sono ancora 2000 celle circa in cui i detenuti devono “svuotare il bugliolo” ogni mattina, sebbene l’uso dei secchi sia stato abolito formalmente 15 anni fa. Tutto ciò è una macchia sulla reputazione di una democrazia benestante.

Ma le strutture vittoriane non sono l’unico problema. Troppo spesso, i detenuti sono lasciati in cella a far niente, senza poter beneficiare di alcun programma d’istruzione in grado di dar loro la preparazione ad una vita lontano dal crimine una volta fuori dal carcere.

Il punto è, ancora una volta, il sovraffollamento. La GB ha la popolazione carceraria più grande d’Europa ed uno dei tassi di recidiva più alti. Con strutture sul punto di esplodere, è semplicemente impossibile fornire programmi di assistenza a tutti i carcerati. Come indicato da Hardwick, sono i detenuti che devono scontare pene brevi ad essere i più svantaggiati; solitamente terminano un breve periodo di galera ed escono per poi rientrare rapidamente, in uno stato di depressione.

Se vi sono molteplici i fattori dietro al sovraffollamento – edifici inadeguati, programmi difficilmente mantenibili e un uso inappropriato delle strutture esistenti – non bisogna dimentiare il numero delle persone coinvolte nel sistema. Al Ministro della Giustizia questo punto non sfugge. Nonostante le sue radici da conservatore che lo portano a ripetere il mantra che “la prigione serve”, Ken Clarke ha parlato delle rivolte della scorsa estate come di una “eredità di un sistema penale al collasso” e ha ammesso che il tasso di recidiva in GB è scandaloso. Per questo ha lavorato senza sosta per promuovere una “rivoluzione del reinserimento” e per ridurre la popolazione carceraria.

Clarke ha ragione; si merita un applauso per una serie di politiche costruttive che includono programmi di lavoro e incentivi per quelle strutture private i cui programmi contribuiscono all’abbassamento del tasso di recidiva. Per quanto riguarda il capitolo dei reati invece, il ministro sembra cadere nel fallimentare approccio tipico del Partito Conservatore. Alcune proposte contenute nel suo programma di riforma andranno avanti.

Ma la proposta più radicale di offrire importanti sconti di pena per chi si dichiara  colpevole è stata neutralizzata da un Primo Ministro preoccupato di non apparire debole in tema di criminalità.

Anche se il compromesso trovato da Clarke non è privo di difetti, il principio resta. Fin quando non si metterà mano ai reati penali – focalizzandosi in particolare su quelli che comportano pene più brevi e per le quali è più probabile che il reato venga ripetuto – le carceri britanniche continueranno ad essere sovraffollate, il tasso di recidiva non diminuirà, altro denaro verrà sprecato e altre vite rovinate.

L’articolo sull’Independent

http://www.independent.co.uk/opinion/leading-articles/leading-article-overcrowded-prisons-are-a-national-disgrace-6266951.html#

Il conteggio settimanale della popolazione carceraria sul sito del Ministero della Giustizia britannico

http://www.justice.gov.uk/publications/statistics-and-data/prisons-and-probation/prison-population-figures/index.htm

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