Basta soldi (a palate) al calcio pistoiese

Caro sindaco Berti, caro assessore Tuci,

ho letto sul sito del Comune di PT e su Blognotizie che entro il 2012 sarà pronto il campo sportivo Frascari a Pistoia sud. Costerà “solo” 480.000 euro, di cui 150.000 sborsati dal Comune.

Ok, niente “piccola Coverciano”, per ora. Ma solo a causa di un piccolo imprevisto: l’arresto del presidente della Pistoiese, di cui vi siete tanto stupiti.

Com’è possibile stupirsi di un imprevisto del genere quando anche un semplice osservatore come me, che sta pochissimo a Pistoia, aveva capito che attorno alla rinascita della Pistoiese c’erano troppi interessi edili e poca chiarezza nella gestione di alienazioni (vedi PT ovest) e appalti relativi?

Non è forse il momento di lasciare spazio ad altre strutture per altri sport dove c’è più pulizia (forse perché ancora ignorati e di conseguenza incontaminati dal virus partitocratico) e dove alcuni atleti pistoiesi ottengono prestazioni nettamente migliori di quelle calcistiche?

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One Response to Basta soldi (a palate) al calcio pistoiese

  1. alberto niccolai says:

    Ho letto con interesse l’intervento di Matteo, in relazione al quale mi sento di intervenire per alcune precisazioni che mi sembrano opportune.
    Preciso che non intendo intromettermi in ordine alle scelte effettuate dall’assessorato alla Sport trattandosi di delega non mia. Intervengo dunque solo per quanto riguarda la vicenda di Pistoia Ovest, essendomene occupato quale responsabile del patrimonio.
    Per fugare ogni dubbio in proposito, riepilogo in sintesi i passaggi.
    Abbiamo inserito nel piano delle alienazioni il centro sportivo di pistoia Ovest perseguendo i seguenti obiettivi (che mi pare coincidano con quanto dice Matteo): a) sgravare il comune della manutezione ordinaria e straordinaria sia per attuare risparmi di spesa, sia in ragione del pensionamento di molti dipednenti del cantiere comunale che non sono stati rimpiazzati con nuove assunzioni; b) consetire a quell’area di avere una vocazione polifunzionale, in modo che non solo il calcio possa essere praticato in quell’area. Non abbiamo risorse per poter direttamente trasformare gli attuali campi in impianti polifunzionali, per cui è – a mio avviso – solo attraverso un coinvolgimento delle società sportive e dei privati che possiamo perseguire quel risultato.
    In consiglio comunale vi furono varie prese di posizione, alcune fondate, alcune meno.
    Alcuni paventarono il rischio di una futura difficoltà della collettività di utilizzare l’impianto, qualora passasse a gestione privata. Senza però considerare che qualunque impianto sportivo deve necessariametne passare attraverso forme di convenzionamento con il Comune, e consentire un parziale utilizzo a prezzi calmierati. E senza considerare che chiunque ritenga di fare un investimento consistente sull’area deve necessariamente consentire la fruibilità degli impianti, altrimenti non comprendendosi i motivi dell’investimento.
    Altri addirittura si dichiarano ideologicamente contrari alla c.d. “privatizzazione” ritenendo che tutto debba rimanere pubblico. Anche in questo caso mi pare una visuale piuttosto miope, perché non tiene conto delle ristrettezza economiche degli enti (di tutti gli enti pubblici, specie a seguito degli enormi tagli sui trasferimenti statali: che per il Comune di Pistoia ammontano a circa 5 milioni di euro per il 2011 e 8,5 per il 2012, salvo modifiche della normativa). Il rischio è insomma che non solo su quell’area non sorgano impianti moderni, nuovi e polifunzionali, ma che alla lunga l’assenza di manutenzione porti all’impossibilità anche dell’utilizzo attuale.
    In generale, il Consiglio ha inteso comuqnue porre dei paletti che la Giunta ha inteso rispettare.
    Considerato tali limitazioni e altresì il costo complessivo dell’alienazione e dell’operazione (che rischia di scoraggiare l’interesse dei privati), abbiamo esplorato con la struttura una diversa soluzione rappresentata non già dalla alienazione ma dalla concessione del diritto di superficie a lungo termine.
    Ciò al fine di non privarsi a titolo definitivo dell’area (per cui decorsi x anni il terreno, gli impianti ed ogni altra struttura di supporto tornerebbero ad essere di proprietà comunale), e di consentire a chi sia interessato di poter concentrare gli sforzi finanziari sull’impianto piuttosto che sull’acquisizione del terreno.
    A tal fine abbiamo convocato tutte quelle associazioni sportive che nel tempo avevano manifestato interesse a sviluppare la propria attività lamentando carenze di spazi. Molti rappresentanti degli impropriamente detti sport minori hanno preso parte alla riunione. Ad ognuno è stato chiesto di verificare la possibilità, attraverso accordi e intese, di formare eventuali cordate per la presentazione di progetti che avessero come obiettivo proprio l’utilizzazione promiscua da parte di più disicipline sportive. rappresentanti di Hockey, scherma, nuoto, calcio, ecc. erano presenti a tale incontro.
    Quindi, maggior trasparenza di questa non era sinceramente possibile. Dopo di che alcuni si sono tirati indietro, altri si sono organizzati manifestando interesse alla iniziativa. Ho ricevuto nel tempo varie associazioni e soggetti che hanno chiesto informazioni nell’ottica detta.
    Se poi qualcuno ha preferito uscire sui quotidiani affermando direttamente l’interesse, poco conta. La porta dell’amministrazione è stato ed è aperta a tutti; basta che le intenzioni siano serie e che sia dirette ad un arricchimento dell’offerta sportiva nella città.
    In particolare più volte ho ricevuto proprio rappresentanti di alcune discipline sportive che Matteo rammenta nel suo intervento.
    Nel frattempo è stato approvato in uno dei rami del parlamento un disegno di legge che individua proprio nell’istituto del diritto di superficie lo strumento più idoneo per il recupero degli impianti sportivi, a dimostrazione che probabilmente è quella la strada giusta da perseguire.
    Come vedi, Matteo, non è che a un certo punto sia stata abbandonata la questione Pistoia Ovest. Solo che in questi progetti pilota occorre aver pazienza e soprattutto prudenza. Quando avremo piena contezza che i vari interlocutori avranno le idee chiare per poter partecipare alla procedura ad evidenza pubblica potremo attivare la gara, sempre che sia consenziente il consiglio comunale. Sperando che ci siano tanti progetti e tante idee da mettere a confronto per assicurare la miglior utilità possibile per la collettività.
    Dopo di che, non mi esprimo per quanto detto, sulle politiche sportive in essere lasciando per correttezza all’assessore allo sport ogni eventuale risposta.
    Quel che posso dire in generale è che in un periodo come quello che stanno vivendo i comuni, solo attraverso una corretta, seria e trasparente relazione con i privati possono essere perseguiti obiettivi di sviluppo dell’impiantistica e di una maggior attenzione a tutte le discipline sportive.
    Concludo con un caro saluto e abbraccio a Matteo, che pur essendo spesso fuori da Pistoia, dimostra con il suo impegno civile di aver amore per la sua città.
    Alberto Niccolai (ass. comunale)

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