Articolo del Guardian sull’omicida “per la vita” del dottor George Tiller

L’assassino del medico abortista prepara la sua difesa in tribunale.

Sostenitori e oppositori dell’aborto scioccati dalla decisione del giudice di permettere all’assassino di presentare la sua difesa davanti alla corte.

La difficile situazione di stallo negli Stati Uniti tra gli anti-abortisti estremisti e i medici che li praticano si è sbloccata con la decisione di un giudice del Kansas che ha stabilito che l’assassino di un medico potrà giustificare in tribunale il suo tentativo di salvare bambini non nati.

Con questa decisione, Scott Roeder, 51 anni, potrebbe diventare il primo assassino di un medico abortista nella storia degli USA ad esser autorizzato a difendere in tribunale il perché del suo atto violento. Roeder è accusato dell’omicidio del dottor George Tiller, a cui ha sparato a Wichita, in Kansas, lo scorso maggio.

La decisione è stata accolta con sgomento dai centri abortivi americani, che hanno subito avvertito che la decisione potrebbe alimentare altra violenza. Gli attivisti anti-aborto invece hanno salutato la decisione come un passo verso la giustizia naturale.

Il giudice Warren Wilbert ha respinto le obiezioni dell’accusa e ha deciso di consentire a Roeder di presentare alla giuria le sue ragioni che darebbero legittimità al ricorso alla violenza.

Tiller era uno dei pochi medici americani che praticava aborti anche in una fase avanzata della gravidanza, cioè oltre la 21ma settimana. Le procedure, legali, sono divenute oggetto di attacchi a partire dal 1986, quando nel suo ospedale furono fatti scoppiare alcuni ordigni. Successivamente, nel 1993, Tiller fu colpito alle braccia da colpi d’arma da fuoco. E’ stato poi ucciso con un colpo di pistola alla testa mentre si trovava nella sua chiesa.

Roeder ha confessato l’omicidio lo scorso novembre dicendo: “Volevo difendere una vita innocente – è questo che mi ha mosso.”

Prima di Natale, il giudice Wilbert aveva respinto la richiesta di “necessità di difesa” di Roeder, affinché quest’ultimo potesse spiegare perché era giusto aver premuto il grilletto nel tentativo di fermare gli aborti per il bene della società. La scorsa settimana però il giudice ha autorizzato Roeder a spiegare alla corte perché si è sentito giustificato ad agire.

Roeder potrà quindi presentare la sua richiesta di essere incriminato per omicidio volontario con attenuanti, un’accusa di portata inferiore e per la quale si prevede un sentenza di soli cinque anni, anziché l’ergastolo dell’omicidio preterintenzionale. Dovrà provare di aver davvero creduto che la violenza contro Tiller fosse giustificata. Poco importa se il suo convincimento sia totalmente irragionevole.

“E’ assolutamente pazzesco”, ha detto Charlotte Taft, direttrice dell’Abortion Care Network, che rappresenta circa 70 ospedali indipendenti. I membri del network, afferma la Taft, sono “molto impauriti” perché una diatriba in una corte di tribunale con Roeder come protagonista può produrre gesti emulativi.

Tra i testimoni di Roeder c’è l’ex procuratore generale del Kansas, Phill Kline, che in passato aveva già condotto delle indagini piuttosto dure su Tiller. La difesa di Roeder ha anche chiesto di portare in tribunale i calendari, il libro degli appuntamenti e l’agenda degli interventi previsti della clinica. L’avvocato di Jeanne Tiller, Lee Thompson, sostiene che si tratta di un’evidente violazione della privacy delle pazienti che hanno utilizzato la clinica.

La Thompson ha anche ridicolizzato l’idea che Roeder debba essere autorizzato a esporre il suo caso di omicidio volontario con attenuanti, dicendo che sarebbe come permettere ad un terrorista di spiegare in tribunale perché è costretto ad uccidere un soldato nel tentativo di proteggere i civili iracheni.

Gli antiabortisti hanno accolto la decisione del giudice come un trionfo. Nel 2003, Paul Hill è stato giustiziato per aver assassinato un medico a Pensacola, in Florida. Il suo avvocato, Michael Hirsh, tentò invano di convincere la corte ad ascoltare la giustificazione che il condannato avrebbe addotto. E’ noto che Roeder si è consultato con Hirsh.

Shelley Shannon, che sparò a Tiller nel 1993 e per cui sta scontando una pena per incendio doloso contro alcuni ospedali in cui si praticano aborti, è una delle fondamentaliste antiabortiste che hanno di recente invitato ad una nuova ondata di violenza in concomitanza col processo di Roeder, il cui inizio è previsto per domani.

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