Evan Harris e la RU486

Il 29 gennaio 2008 ho intervistato per Agenda Coscioni e Radio Radicale un deputato liberal-democratico britannico, Evan Harris, membro della Commissione della Camera dei Comuni che si occupa anche di materie scientifiche. In quel momento era in discussione la riforma della legge sull’aborto e anche l’uso della RU486. Harris, che è un medico, mi ha spiegato perché per assumere la pillola abortiva, il ricovero ospedaliero di due giorni non è necessario e che è possibile dare alle donne il diritto di scegliere se restare in clinica o completare l’aborto a casa.

Ecco cos’ha detto Harris (l’italiano è sotto):

How do you judge the use of the abortion pill RU486 in the UK? And what were the consequences of its introduction in respect of pharmaceutical and surgical abortion?

The RU486 Metapristone is an abortifacient so there is no doubt that it produces an abortion and it’s called “early medical abortion”. It can be used up to around 9 weeks in this country. The Science and Technology Committee has just produced a report on clinical issues to do with this matter, but we are very inconsistent in this country. Government policy says that abortion should be available, generally speaking, for women that need it safely and as early as possible and it has an interest because many abortions are paid for through the National Health Service (NHS), through the socialised health service, and are being provided not only as safely and as early as possible, but as cheaply as possible. Clearly, medical abortion is going to meet those requirements.

Come giudica l’uso della pillola abortiva RU486 in GB? Quali sono state le conseguenze della sua introduzione?

La RU486 o Mifepristone è un farmaco abortivo, quindi è indubbio che produca un aborto. Infatti si chiama « aborto farmacologico precoce». Nel Regno Unito è possibile ricorrervi fino alla nona settimana. La Commissione Scienza e Tecnologia della Camera dei Comuni ha appena pubblicato un rapporto su temi clinici relativi a questa materia. Ma in questo paese siamo molto incoerenti. Il Governo infatti dice che, in generale, le donne che hanno necessità di abortire devono potervi accedere in tutta sicurezza e il prima possibile. Ma vi è anche un interesse in questo, perché molti aborti sono pagati attraverso il nostro Sistema Sanitario Nazionale (SSN) e devono essere effettuati non solo in tutta sicurezza e con rapidità, ma anche al prezzo più basso possibile. Chiaramente l’aborto medico deve rispondere a queste esigenze.

Where do they take place generally?

The abortion law in this country provides that abortion takes place in a registered site which is either an NHS hospital or a private clinic that is licensed to carry out abortions. The problem is that when you’re using early medical abortions, which is giving the Metapristone, and then following it within 48 hours with the Prostaglandin (because the Metapristone, the RU486, terminates the pregnancy and the Prostaglandin then expels the pregnancy) the problem is that because that package and each step of it is considered to be an abortion by the government, each step has to be carried out in a registered clinic, which means unlike in other countries where you can take the Metapristone and be given the Prostaglandin in the second stage to take it home in the comfort of your own home, in this country you have to actually ingest the second stage (which is either a passery or a tablet)  in the clinic, even though you are then allowed to go home and that runs the risk of miscarriage taking place on the way home. So it’s not sensible. In other countries it has been shown to be perfectly safe and effective for women to be seen in a licensed clinic for the staging, the scan to be done to work out what stage the pregnancy is at, for contraindications to be considered for a doctor, to prescribe the drug, the first drug, the RU486, for the woman to take it and then to be given the second stage to go home with instructions and a phone number to call if there are any problems.

In a pilot study that was done in this country no problems were found. Yes, sometimes it is not always effective and women have to come back, but it was perfectly acceptable. The government in 1990 took powers to enable that to take place in this country, but it has never got round to using it. So women are deterred from accessing this early abortion then may have the inconvenience of having two clinics to come back again to take the

second dose and to stay for two days unnecessarily in order to complete the abortion. The Science and Technology Committee argued that that wasn’t necessary and that the government should use the power it has or that this bill should be amended to ensure that clinics have the ability to offer choice to women to be able to take the second pill at home. It shouldn’t be controversial because the only argument against it, unless you are against all abortions, is that abortion should be made as difficult as possible and access to it made as difficult as possible for women. And the government, which tries to be neutral, has always argued that where abortion is legal it ought to be as safe, as effective, as accessible and as cost-effective as possible.

Dove vengono effettuati solitamente?

Da noi la legge prevede che l’aborto venga praticato in luoghi registrati, ovvero negli ospedali del SSN o presso le cliniche private autorizzate. Il problema è che quando si ricorre all’aborto farmacologico, che significa assumere il Mifepristone e successivamente, a distanza di 48 ore, la Prostaglandina – poichè prima il mifepristone interrompe la gravidanza e poi la prostaglandina la espelle – Il Governo considera l’intero processo in ogni sua fase, parte della procedura abortiva. Per questo ogni fase deve aver luogo in una clinica regolare. Ciò significa che, a differenza di altri paesi dove è possibile prendere il Mifepristone in ospedale e ricevere la Prostaglandina da prendere in un secondo momento nella comodità della propria casa, da noi la donna deve assumere il secondo farmaco(che può essere una candeletta vaginale o una compressa) nella clinica ed è poi autorizzata ad andare a casa correndo così il rischio di abortire durante il tragitto. Non ha senso.

In altri paesi è stato dimostrato che è perfettamente sicuro ed efficace per le donne di essere visitate in un ospedale autorizzato per la preparazione, l’ecografia  per capire di quante settimane è la gravidanza, per valutare la presenza di eventuali controindicazioni , per prescrivere la prima pillola, la RU486, da assumere subito e per la prescrizione della seconda che potrà essere presa a casa, assieme alle istruzioni e un numero telefonico da chiamare in caso di bisogno.

Da uno studio  pilota effettuato nel nostro paese non sono emersi problemi di alcun tipo. Certo, a volte la terapia non è sempre efficace e la donna deve tornare in ospedale, ma in misura del tutto accettabile.

Nel 1990 in governo si mosse in questo senso. Ma non è mai riuscito ad attuare la riforma. In pratica, si continua a disincentivare l’accesso all’aborto farmacologico, mediante le due visite in ospedale. E’scomodo infatti sia dover tornare in clinica per  assumere la seconda pillola, sia rimanere in ospedale per due giorni senza che ce ne sia la necessità.

La Commissione Scienza e Tecnologia ha sostenuto che questa procedura non è necessaria e che il governo dovrebbe usare il potere a sua disposizione per emendare questa legge e permettere agli ospedali di poter offrire la possibilità alle donne di scegliere se prendere la seconda pillola a casa o meno. Non dovrebbe essere un punto controverso, perché l’unico argomento contrario, a meno che non si sia contrari all’aborto come principio, è che l’accesso all’aborto dovrebbe essere reso il più difficile possibile. Il governo, che sta cercando di mantenere una posizione di neutralità, si è limitato a ripetere che laddove l’aborto è legale dovrebbe essere il pù sicuro, il più efficace,il più accessibile e meno costoso possibile.

Evan Harris MP for Oxford West and Abingdon

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