Bye bye piscina Fedi

Il 4 settembre 2016 la piscina provinciale Fedi, e con essa l’intera struttura che ospita anche la palestra, è stata ufficialmente chiusa.

Dallo stesso giorno di sei anni prima, il  4 settembre 2009, avevo cercato di attirare l’attenzione sul degrado in cui da tempo versavano piscina e palestra per tentare un rilancio.

Risultato? Un processo a mio carico di quasi sei anni (risoltosi con l’assoluzione) e piscina chiusa per inagibilità. La struttura si è talmente deteriorata che ormai il bando per la gestione rimane ancora deserto.

Non c’è che dire, complimenti agli amministratori provinciali, primi veri artefici di questa deprimente conclusione.

piscina-2016

4 settembre 2016

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4 settembre 2009

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Assolto, dopo cinque anni

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Il 13 novembre 2015, dopo cinque anni abbondanti, si è chiuso il processo che ho subito per aver denunciato pubblicamente il degrado amministrativo e strutturale della piscina provinciale S. Fedi, a Pistoia. Sono stato assolto perché il fatto non costituisce reato.

Sono state depositate presso la cancelleria del tribunale penale di Pistoia le motivazioni che sono importanti per due motivi in particolare: il primo è il riconoscimento del “diritto di cronaca” come scriminante rispetto al reato di violazione di proprietà privata a me contestato e perché sussiste “pacificamente un interesse pubblico alla conoscenza dei fatti riferiti”; il secondo è la conferma dell’esistenza di “condizioni di significativo e perdurate degrado della piscina pubblica.

Motivazioni pag 5
Ringrazio l’avvocato radicale Giuseppe Rossodivita in primis per l’assistenza legale, il tempo e i km che ha dovuto macinarsi almeno una volta all’anno dal 2010 (in tempo per la nomina di Pistoia Capitale della Cultura 2017!); il consigliere provinciale Gianluca Baldi che contattai all’epoca dei fatti e che presentò un’interpellanza in Consiglio provinciale per conoscere le spese sostenute per mantenere quella struttura; la mi’ mamma Manila e la mi’ fidanzata Laura, non solo perché passammo insieme quella giornata estiva del 2010, ma perché hanno entrambe dovuto testimoniare al processo; infine, ultimo ma non ultimo, Marco Pannella, anch’egli testimone in tribunale come persona informata dei fatti, che per decenni ha agito e insegnato ad agire affinché ognuno possa tentare di fare la differenza, responsabilmente.

Due estratti delle motivazioni:

[…] le complessive modalità del fatto e la immediata divulgazione da parte dell’Angioli dell’informazione relativa alle condizioni di degrado della piscina sul blog “Wikiangiols” e tramite missive inoltrate alla stampa locale (con pubblicazione dell’articolo il successivo 15.9.2010) ed agli organi di governo consentirebbero comunque di ritenere integrata, in capo a lui, la scriminante dell’esercizio del diritto di cronaca, sussistendo pacificamente un interesse pubblico alla conoscenza dei fatti riferiti, vista la destinazione dei locali interessati ed essendo integrate le ulteriori condizioni indispensabili ai fini della sussistenza della stessa.

[…] Nella fattispecie, pur considerando il necessario contemperamento del diritto di cronaca con il diritto alla riservatezza, le concrete circostanze del caso (la destinazione dei locali ad uso pubblico, le condizioni di significativo e perdurante degrado degli stessi, il mantenimento di una porta aperta nonostante si trattasse di periodo di chiusura) inducono a ritenere prevalente il primo sul secondo ed a consentire l’operatività laddove si ritenesse integrato il reato sotto il profilo oggettivo e soggettivo, della causa di giustificazione di cui all’articolo 51 c.p.

L’articolo sul Tirreno apparso il giorno dopo la sentenza

Tirreno piscina 2

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Verso il processo per la vicenda del degrado della piscina Fedi

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A causa dell’astensione dalle udienze indetta dall’Organismo Unitario dell’Avvocatura dall’8 al 16 luglio, e a causa dei tempi non propriamente rapidi della giustizia italiana (a proposito della quale è possibile firmare alcuni referendum radicali) la mia udienza presso il tribunale monocratico di Pistoia per violazione di domicilio (art. 614 cp) è stata rinviata alle 12h45 di mercoledì 13 novembre 2013, ovvero tre anni e due mesi dopo fatti in questione.

Alcune settimane fa avevo ricevuto un decreto di citazione a giudizio presso il tribunale di Pistoia per i fatti relativi alla piscina provinciale Fedi, della quale denunciai il degrado già nel 2009 e soprattutto il 13 settembre 2010. A distanza di quasi tre anni, mercoledì 10 luglio alle 9.30 presso il tribunale monocratico in Via XXVII Aprile 14 a Pistoia si terrà la prima udienza del processo a mio carico in cui sono accusato di violazione di proprietà privata.

Ripercorriamo un po’ di storia con l’aiuto di alcuni articoli usciti nella stampa locale:

La Nazione 4 settembre 2009

La Nazione 6 settembre 2009

La Nazione 11 settembre 2009

Il Tirreno 21 settembre 2010

Il Tirreno 21 settembre 2010 (edizione online)

Blognotizie 21 settembre 2010

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Il mio Ciad

Dal 20 al 22 novembre 2012 ho partecipato ad una missione a N’Djamena di Nessuno tocchi Caino e del Partito Radicale. Assieme a Marco Pannella, Elisabetta Zamparutti e Demba Traoré siamo andati a sostenere il processo abolizionista della pena di morte in Ciad e a chiedere che tale posizione abolizionista di fatto fosse trasmessa e riflessa in sede Onu con il voto favorevole del paese africano alla Risoluzione per la Moratoria Universale sulle esecuzioni capitali.

Il 20 dicembre 2012, all’Assemblea Generale dell’ONU a New York, per la prima volta il Ciad ha votato a favore della moratoria sulla pena di morte. Dal 2007, anno in cui è stata introdotta la moratoria, a oggi il Ciad non aeva mai preso parte a questa votazione.

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Interruzione di flagranza di reato

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“La Cina vedrà la democrazia”. Parola di attivista cieco

Image“Nell’edizione del week-end del Financial Times c’è un’intervista all’attivista cinese (cieco) per i diritti umani Cheng Guangcheng, attualmente esiliato a New York dove sta studiando legge alla New York University. A un certo punto scrive il giornalista, Jamil Anderlini:

La ‘prima richiesta’ di Cheng, come la definisce lui, è che il governo cinese obbedisca alle proprie leggi e alla propria costituzione che apparentemente garantiscono i diritti umani, la libertà di parola e altri valori che in occidente vengono dati per scontati. “Leggendo la costituzione cinese, si capisce che fossero rispettati i principi di fondo allora la Cina sarebbe un grande paese. Il problema non sono le leggi in quanto tali, il problema è il fatto che in realtà non sono adeguatamente applicate“, dice Cheng.

E’ questa caratteristica a rendere la battaglia di Cheng così intensa a far sì che la classe dirigente cinese lo tema così tanto – il suo attivismo si basa semplicemente nel chiedere alle autorità di rispettare i loro pronunciamenti.”

ImageE’ da sempre l’approccio promosso e attuato dal Partito Radicale nelle numerose battaglie condotte in Italia e all’estero. Facciamo un breve paragone con uno di questi paesi occidentali in cui si danno per scontati certi valori:

Marco Pannella a Radio Radicale il 10 luglio 2002:

Io pongo un problema vitale per la nostra società: se manca il rispetto delle regole, una società non può che impazzire, la convivenza non può essere civile“, ha ribadito Pannella più volte nella conferenza stampa tornando a sottolineare la propria convinzione che uno stato che viola le proprie leggi sia molto peggio dei terrorismi assassini delle brigate rosse: “L’illegalità delle istituzioni è corruzione del contratto sociale”.

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Chi sale e chi scende: coincidenza?

ImagePossibile che le radici del flop olimpico del nuoto italiano risalgano anche all’organizzazione dei mondiali di nuoto Roma 09? Il 12 luglio scorso l’imprenditore presidente del Circolo Aniene, Giovanni Malagò, è stato assolto dall’accusa di presunti abusi edilizi commessi in occasione della competizione ospitata da Roma 3 anni fa. Come riportato solo dalle agenzie, nel silenzio dei grandi media, Malagò era sotto processo per gli impianti costruiti in occasione dei mondiali di nuoto Roma 09. Con lui sono coinvolte una ventina di persone, tra cui Angelo Balducci ex presidente del consiglio superiore dei lavori pubblici, Claudio Rinaldi commissario straordinario di nuoto e Angelo Zamporlini, architetto già coinvolto nell’inchiesta sugli appalti per il G8. Per costoro il processo prosegue. Malagò invece esce definitivamente dalla vicenda ed entra tra i candidati alla presidenza del Coni, che verrà rinnovata nel luglio 2013. L’altro candidato per il momento è Raffaele Pagnozzi, segretario del Coni dal 1993.

Sarà un caso che Malagò e le sue esclusive piscine e impianti privati vanno su, mentre i nuotatori italiani e gli impianti carenti e inadeguati in cui molti di loro devono spesso allenarsi vanno giù? E’ immaginabile, per esempio, che se le compagne di Federica Pellegrini (che si allena all’Aniene) potessero allenarsi in impianti di un livello simile a quelli della loro compagna, i risultati della staffetta italiana sarebbero stati diversi? Chi può dirlo. Gianni Alemanno intanto, a seguito della sentenza su Malagò, non ha perso tempo e ha dichiarato che “il pronunciamento del giudice monocratico del Tribunale di Roma che ha assolto con formula piena Malagò libera da tutte le ombre il Comitato dei Mondiali di Nuoto che, nel suo ruolo e nelle sue funzioni, è cosa diversa da chi all’epoca gestì gli appalti“. Prendendo per buona la sentenza di innocenza su Malagò, si tratta comunque della conferma di una gestione della cosa pubblica partitocratica e clientelare che privilegia solo chi è integrato nel sistema di potere finanziario costituito e che provoca ripercussioni negative di ampia portata.

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Alice la pistoiese goes to London!

Alice Nesti ha 23 anni e nuota con i Nuotatori Pistoiesi allenati da Massimiliano Lombardi. A volte deve allenarsi alla piscina Fedi, che non è proprio il massimo come impianto (anche se con la fine della gestione Cogis è migliorata sicuramente). Ciononostante Alice è riuscita a qualificarsi per le Olimpiadi di Londra dove ieri ha partecipato alla staffetta 4 x 200 stile libero assieme alle compagne Alice Mizzau, Diletta Carli e ovviamente Federica Pellegrini. Alice ha nuotato nella seconda frazione.

Sono arrivate settime, ma per noi pistoiesi (e credo anche per lei) passare dalla Fedi all’Aquatics Centre è stato comunque un bellissimo salto!

Alice Nesti (con la cuffia) assieme alle compagne della staffetta

PS. Pistoia e i suoi amministratori continueranno a occuparsi solo di calcio e di Pistoiese?

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In GB disoccupazione in calo nonostante la recessione

Le Monde, 19.7.2012
di Eric Albert

UKStrano paradosso. Mentre il Regno Unito è in recessione, l’austerità in funzione a pieni giri – che potrebbe continuare fino al 2020 ha avvertito, mercoledì 18 luglio il Primo Ministro, David Cameron – e con la crescita data per stagnante quest’anno (+ 0,2%, secondo il Fondo Monetario Internazionale), il mercato del lavoro resiste. La disoccupazione addirittura è scesa dello 0,2% tra marzo e maggio, all’8,1%, secondo le statistiche ufficiali rilasciate mercoledì. Alla fine di maggio c’erano 65.000 disoccupati in meno che nel mese di marzo, a 2,58 milioni.

La maggior parte degli economisti, che prevedevano all’inizio della crisi una disoccupazione superiore al 10%, è perplessa. “Il mercato del lavoro continua a sfidare le leggi della gravità economica”, dice uno stupito Gerwyn Davies, del Chartered Institute of Personnel and Development (CIPS), un istituto per le risorse umane. “Sono sorpreso: vado dicendo da tempo che la disoccupazione dovrebbe essere più elevata”, ammette Howard Archer, economista di Global Insight.

Contratti temporanei grazie alle Olimpiadi

Non si tratta d’indorare la pillola. La disoccupazione è comunque aumentato notevolmente rispetto agli anni 2005-2006, quando si attestava attorno al 5%. Non solo, la disoccupazione giovanile supera il 20% e la disoccupazione di lunga durata è al suo massimo in quindici anni. Il miglioramento di maggio è dovuto in gran parte dalle assunzioni temporanee legate alle Olimpiadi.

Tuttavia, il Regno Unito fa meglio di molti paesi europei, malgrado la crescita altrettanto mediocre. Ciò si spiega principalmente con la flessibilità delle leggi che regolamentano il mercato del lavoro della GB. Si nascondono due fenomeni dietro le statistiche: un forte aumento del lavoro part-time e salari stagnanti.

In altre parole, in GB si preferisce accettare un impiego meno retribuito e con orario ridotto, piuttosto che essere disoccupati. Dal 2006, la diminuzione del numero di persone occupate a tempo pieno (- 673.000) è stata compensata dalla crescita dei part-time (+ 662.000).

Flessibilità del mercato del lavoro

John Salt dirige il sito Totaljobs.com, che pubblica 125.000 offerte di posti di lavoro al mese. Dall’inizio della crisi nel 2008, ha fatto notare che la politica sulle assunzioni è cambiata: “Molte persone sono impiegate per conto proprio, o come subordinate”. Questo consente alle aziende di licenziare più facilmente e di limitare i benefici connessi all’impiego fisso (prestazioni in natura, pensione…).

Salt sottolinea che i salari sono praticamente bloccati da quattro anni. “In termini reali, al netto dell’inflazione, probabilmente si sono ridotti.”

La flessibilità del mercato del lavoro si estende anche all’industria automobilistica. A maggio General Motors ha annunciato un investimento di 150 milioni di euro nello stabilimento di Vauxhall dopo un referendum votato dal 94% dei 2200 dipendenti. L’accordo siglato stabilisce un congelamento di due anni dei salari, seguito da un aumento nei due anni successivi leggermente al di sopra dell’inflazione.

A tutto ciò dobbiamo aggiungere la creazione di una “banca delle ore” : nei tempi lenti, i dipendenti non lavorano verranno retribuiti normalmente; mentre nei momenti di picco le ore di straordinario non saranno pagate nel limite il numero di ore accumulate. Oltre ai posti di lavoro salvati, 700 nuovi dipendenti saranno reclutati a seguito di questo investimento.

Gli economisti hanno anche un’altra spiegazione della capacità di resistenza dell’occupazione attuale. Nei primi anni 1990, la recessione aveva costretto le aziende a licenziare in massa. Due o tre anni dopo, hanno dovuto riassumere e formare una nuova forza lavoro, che è cosa lunga e costosa. “Stavolta, le aziende preferiscono mantenere il personale qualificato, in attesa che l’economia migliori”, ha dichiarato Davies, che però avverte che in mancanza di crescita, la situazione non durerà in eterno e allora la disoccupazione potrebbe aumentare.

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Il grande disegno di Angela Merkel

Le Monde, 9 luglio 2012
Le grand dessein d’Angela Merkel

“Non vive l’Europa con la stessa emozione di Helmut Kohl. Purtroppo ha un approccio più tecnico” Gunther Krichbaum, deputato CDU

Oggi la missione della nostra generazione è di completare l’unione economica e monetaria e creare, poco a poco, un’unione politica”, diceva nel novembre 2011 la presidente della CDU  al congresso del suo partito. Pronunciata da Helmut Kohl o Helmut Schmidt, una tale dichiarazione sarebbe stata salutata da un applauso scrosciante e fatto i titoli dei giornali. Detta da Angela Merkel, questa visione politica viene associata ad una semplice diagnosi. “Applausi sparsi” indica, non a caso, il resoconto ufficiale della seduta.

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